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La città di Salle

Comune di Salle

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Comune di Salle

Il paese delle corde armoniche e del Castello

In questa sezione potrete trovare una raccolta di informazioni utili del nostro territorio, nonchè un excursus sulla nostra storia, sulle tradizioni e sui luoghi d'interesse .

Inoltre il Comune di Salle ha realizzato uno slideshow scaricabile gratuitamente, per mostrarvi ciò che vi offre la nostrà comunità . Guarda L'allegato .

Aree tematiche :

  1. Numeri Utili
  2. Notizie sul COMUNE
  3. Cenni Storici
  4. Luoghi da Visitare
  5. Centro Storico ed Architettura
  6. Usi, costumi e Tradizioni
  7. Attività Culturali
  8. Natura e Territorio
  9. Commercio
  10. Download Slider-Presentazione
Numeri Utili
MUNICIPIO
Tel. 085928138 fax 085928149
e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
URL www.comune.salle.pe.it

Caserma CARABINIERI Caramanico Terme tel. 085922203
Caserma
CORPO FORESTALE dello Stato Caramanico Terme tel. 085920127 fax 085920268

FARMACIA Via Macallè, 7 Telefono 085928472 Abruzzo SOCCORSO tel. 118

GUARDIA MEDICA Caramanico Terme tel. 0859290135

PRONTO SOCCORSO Ospedale di POPOLI tel. 085.9898222

PRONTO SOCCORSO Ospedale di PESCARA tel.085 4252450 - 085 4225666

STUDIO MEDICO Dr. Sante Pardo tel. 085.922194

ASL Scafa tel. 085.9898811 – 085.9898807

VIGILI DEL FUOCO Soccorso tel. 115

ITALGAS guasti e dispersioni 800900999

AEREOPORTO D’ABRUZZO tel. 085.4324201

SOCCORSO STRADALE Patrizio Tobia tel. 085.928364

ACA tel. 085.41781

ARPA tel. 085.4324411

UFFICIO POSTALE 085.928130

MUSEO MEDIEVALE BORBONICO c/o Castello in Salle Vecchia 085.928265

 

NOTIZIE SUL COMUNE

Latitudine Nord: 42°12'

Longitudine Est: 13°58'

Altitudine: 450 s.l.m.

Popolazione: Sallesi residenti 304 (al 31/12/2006)

Santo Patrono: BEATO ROBERTO DA SALLE (18 luglio)

Gemellato: Morrone del Sannio (CB) ;  Reghin (Romania);

 

Felicemente ubicato alle falde del Monte Morrone, ad occidente della Majella, con un territorio comunale di 21,61 Kmq, il paese risente del dolce e salubre clima di media collina. Salle, che nel 1927 passa a far parte della Provincia di Pescara,in precedenza era Provincia di Chieti, confina con i Comuni di Caramanico Terme (PE), Bolognano (PE), Tocco da Casauria (PE), Roccacasale (AQ), Corfinio (AQ),Pratola Peligna (AQ), Sulmona (AQ).

La vicina montagna offre un gradevole panorama grazie alla vegetazione ricca di piante secolari ed estese pinete. Il territorio, che fa parte del Parco Nazionale della Majella, si distingue per la presenza di monti, fiumi, sorgenti, valli e pianure di quota, popolate da una flora e da una fauna variegata. L'agglomerato urbano è diviso in due parti: Salle Nuova, che è il centro abitato, e Salle Vecchia, distanti tra di loro 2 km.


 

 

Cenni Storici

Le più antiche attestazioni dell’esistenza di Salle si rinvengono nel “Chronicon Casauriense” che data la fondazione del centro urbano intorno alla fine del X secolo. Originariamente Salle era un castello fortificato, attorno al quale sorgeva il paese, possedimento feudale del Monastero di San Clemente a Casauria. Da sede longobarda e punto di riferimento dell’Abbazia di San Clemente, tra il X e l’XI secolo, per il controllo della vallata dell’Orta e del versante orientale del Morrone, con l’avvento delle popolazioni normanne e soprattutto dopo il passaggio di questa zona al Regno di Sicilia, Salle e tutti paesi fortificati passarono nelle mani dei feudatari laici. In quel periodo il paese acquistò la funzione chiave di nodo nevralgico di difesa dei confini del Regno, grazie soprattutto alla sua singolare posizione geografica all’interno degli antichi castra del territorio casauriense. Acquistò maggiore notorietà ai tempi del Beato Roberto, discepolo di Pietro del Morrone e artefice della diffusione dell’Ordine dei Celestini.

Nella seconda metà del 1400 vi operarono i cordari di budella, rappresentanti della scuola abruzzese che nel 1500 fondò ed incrementò le già celebri ed illustri industrie manifatturiere romane e napoletane: dalle budella di ovini venivano ricavate le corde musicali per i liuti dei trovatori e dei musici.

Tra il 1459 e il 1464 la Casa Aragonese dovette fronteggiare la rivolta dei Baroni; i fratelli De Matteis, nipoti di Bartolomeo di Salle, cittadino di Sulmona, fecero di questo paese e di Sulmona due pilastri del partito aragonese.

Intorno al 1500 le vicissitudini storiche del Regno di Napoli (di cui Salle faceva parte), conquistato dalla Spagna, si ripercossero sull’autonomia locale goduta dai centri come Salle e dai Baroni che ne dominavano il territorio. Il controllo feudale svanì nell’Italia centrale e meridionale, e molti castelli vennero abbandonati, tra cui quello di Salle che precipitò nell’oblio durante tutto il 1500 e parte del 1600, durante la signoria delle famiglie Colonna e d’Aquino .

Dal 1646 con l’arrivo della famiglia Genua o di Genova di provenienza vastese, il castello e, lentamente, anche l’intero paese, riacquistarono le loro funzioni, abbandonando quelle difensive del periodo medievale e intraprendendo quelle più signorili. Contrariamente a tutti i Baroni precedenti, quelli della famiglia di Genova fissarono con frequenza il loro domicilio in Salle: fu per essi necessario sistemare il castello in linea con le comodità che i nuovi tempi comportavano, non con le ormai tramontate ragioni della difesa o dell’offesa che furono la caratteristica dei tempi medievali. Nel 1656 la peste colpì anche Salle: la popolazione venne decimata. In quel periodo si diffuse enormemente anche il brigantaggio.

Durante il lungo periodo della signoria dei di Genova, Salle passò sotto diversi governi: fu sottoposto al governo del Viceregno fino al 1734 e a quello della monarchia borbonica fino al 1806.
Nel corso della storia, il castello ha subito varie vicissitudini, tra cui frane, terremoti (i più devastanti nel 1915 e nel 1933), i dissesti idrogeologici.

I restauri effettuati dopo i terremoti trasformarono completamente il castello in dimora signorile, collegando la porta turrita e ciò che rimaneva di un vicino mastio con una serie di stanze del pianterreno. Il castello di Salle presenta una pianta quadrangolare irregolare con imponenti mura dalle quali si vedono delle torri con merlature rettangolari e una terrazza da cui si gode una magnifica vista sul fiume Orta e sulla Majella. E’ circondato da un tipico giardino all’italiana. Antistante l’ingresso principale è un’antica fontana del 1500 con tre mascheroni e tre cannelle da dove sgorga acqua ancora potabile.

Nel museo interno sono esposti esemplari di tappezzerie, stoffe, alcuni modelli di cannoni del 1700, armi ed armature, strumenti di tortura, dipinti del 1800, carte geografiche dell’antico Abruzzo, paramenti sacri del 1700, decorazioni Militari e Cavalleresche, oltre a quadri, stampe e fotografie di Salle in ambientazioni sia antiche che moderne. Attualmente il castello è in comproprietà tra il Barone Mario di Genova e il Cav. Dott. Fabrizio Mechi.

La società, di cui il Cavaliere è legale rappresentante e amministratore unico, ha come scopo quello di rilanciare dal punto di vista economico e culturale il Castello di Salle e il territorio in cui esso è ubicato, nonchè di garantire alla struttura una gestione manageriale in forma societaria. L’idea nasce dal riunire quella che è la tradizione dell’ospitalità della nobiltà italiana insieme a una schiera ricercata di servizi. In fase progettuale è la realizzazione di una struttura di ristorazione ove i principi trainanti sono quelli della qualità, dell’eleganza e della raffinatezza, ove gli ospiti siano allietati da un soggiorno presso l’annessa struttura ricco di prestigio e di confort, il tutto accompagnato dai sapori dei prodotti enogastronomici a marchio Castello di Salle, già in fase di commercializzazione.


Arte tra leggenda e storia

Tra le leggende e tradizioni popolari si favoleggia sul castello di Salle Vecchia, dove sarebbe nascosto il “tesoro del Barone” mai ritrovato e si aggirerebbe nell’antica torre il fantasma della “Stecchina”, una vecchia alta e magra vissuta nel 1300 e morta tragicamente.

La leggenda racconta che nel 451 d.c. l’Imperatore romano Valentiniano III per paura che Roma venisse saccheggiata di nuovo dai barbari e precisamente dagli Unni di Attila (nel 410 d.c. furono i goti di Alarico), dispose che il tesoro reale venisse trasferito vicino ai monti Ernici, ai piedi di una maestosa montagna nella zona che attualmente si trova tra il massiccio della maiella e il monte morrone. Il tesoro venne sotterrato su un piccolo colle allora chiamato palatus e ribattezzato monte paio. L’imperatore Valentiniano III fece in seguito giustiziare tutti quelli che sapevano dove fosse nascosto il tesoro, ma poco dopo nel 455 d.c., egli stesso morì improvvisamente portandosi per sempre il suo segreto nella tomba.



 

Luoghi da Visitare

Castello – Museo

Incontro in Piazza Beato Roberto.
Percorrendo Via dell’Impero, svoltando a sinistra si va in direzione di Salle Vecchia, dove troviamo il castello con annesso Museo.
Nell’antico borgo medioevale di Salle Vecchia, a soli 2 Km dal centro abitato di Salle Nuova, vi è un bellissimo castello medievale che ospita nel suo interno, oltre agli appartamenti privati del Barone, anche un museo civico, visitato ogni anno da numerosi turisti.
Il castello, situato fra due agglomerati rurali, presenta una pianta quadrangolare ma irregolare, possenti mura dalle quali spuntano due torrette con merlature rettangolari e una terrazza dalla quale si gode una magnifica vista sulla valle dell'Orte e sulla Maiella. E’ circondato da un tipico giardino all'italiana con cipressi e ulivi. Antistante l'ingresso principale vi è un'antica fontana del '500 con tre enormi mascheroni e 3 cannelle da dove sgorga acqua fresca e limpida.
Al suo interno sono contenute le collezioni e gli oggetti di proprietà dei Di Genova. Di notevole interesse sono la quadreria, le statue e le raccolte di armi e armature.
La sala per ricevimenti, arredata in stile gotico, presenta elementi di pregio appartenenti al patrimonio familiare dei Di Genova.
La camera da letto contiene un pregevole letto con baldacchino in stile impero nel quale si dice dormì Napoleone Bonaparte.
Il castello, distrutto dal terremoto del 1915, è stato restaurato all’inizio degli anni '70.

Chiesa San Salvatore

Situata in Piazza Beato Roberto di fronte al Comune.
La chiesa parrocchiale ha una facciata sormontata da una semplice finestra circolare e un portico con archi a tutto sesto; l’abside semicircolare ha nelle immediate vicinanze il campanile. L’interno è a tre navate con marmi e nicchie con statue. In un’urna si custodisce una reliquia del Beato Roberto da Salle (frammento d’ossa del braccio) venerata dalla popolazione.
Nell’antico borgo medioevale di Salle Vecchia vi erano ben quattro chiese:
chiesa Parrocchiale SS. Salvatore, chiesa di Sant’Antonio, chiesa Madonna di Loreto e la chiesa Evangelista.

Ponte sul fiume Orta

Incontro in Piazza Beato Roberto.
Percorrendo Via dell’Impero, svoltando a destra direzione Caramanico Terme, dopo un circa un chilometro troviamo il Ponte sul fiume Orta.
Il ponte sul fiume Orta, costruito subito dopo la seconda guerra mondiale è alto 88 metri. Dal ponte possiamo ammirare una splendida vista sul fiume Orta, che con il passare dei secoli ha scavato un canyon che può essere paragonato a quello scavato dal fiume Colorado nell’Arizona settentrionale. Inoltre si può notare una flora molto variegata, che si arrampica dal letto del fiume fin su sulla strada e con un po’ di fortuna possiamo scorgere cervi, caprioli, cinghiali immersi nel vegetazione o rapaci volteggiare.
Inoltre lanciando il nostro sguardo verso nord possiamo scorgere l‘antico borgo di Musellaro (Frazione del Comune di Bolognano) arroccato sulla roccia.

Museo delle corde armoniche

Incontro in Piazza Beato Roberto.
Percorrendo Via Dell’Impero giungiamo alla fontana del colle, costruita nel periodo fascista, e subito dietro troviamo il “Museo delle Corde Armoniche”, che ospita al primo piano tutti i reperti della tradizione e della storia dei cordari sallesi , mentre il piano terra è adibito a sala convegno.

 



 

Centro Storico e Architettura tipica

Salle Nuova non ha un vero e proprio centro storico essendo un paese STORICO relativamente giovane (l’inizio della sua costruzione risale al 1933) ed è un classico esempio urbanistico lineare e funzionale dell’edilizia littoria del ventennio, ma il vero centro storico è considerato l’antico borgo

medioevale di Salle Vecchia.
Salle Nuova costruita, nel periodo fascista, ha ancora evidenti effigi sulle pareti esterne delle abitazioni sulle quali vengono raffigurate il volto di Mussolini con frasi del tipo: “TIREREMO SEMPRE DIRITTO” oppure “RICORDARE E PREPARARSI”; effigi riportante il fascio dal quale si evince che gli edifici furono costruiti dal Genio Civile e dal Ministero dell’Agricoltura.

ARCHEOLOGIA

Notizie proveniente dalla fine dell’ottocento ci informano del ritrovamento, in contrada Peschio della Valle, a sinistra del torrente Torbido, di due sepolture piuttosto arcaiche, probabilmente del periodo italico. Trattasi di fosse a forma di navicella con il fondo lastricato di ciottoli e coperte con un lastrone di pietra calcarea locale contenenti vasi in impasto, un corredo maschile e uno femminile, tra i quali sono significativi anellini e pendagli di bronzo a forma di piccola oinochoe del tipo dei corredi femminili di Campovalano, e una lancia in ferro, cui si può aggiungere una punta di lancia di bronzo, proveniente dal medesimo comprensorio gallese. Anche nella contrada Diana, nei pressi del Cimitero Salle Vecchio – S. Nicola furono trovati resti di abitato antico.

Ora queste tombe dell’età del Bronzo e del Ferro , databili al VI – V sec. A.Cr., ci assicurano inequivocabili presenze umane nella zona, anteriore alle più antiche attestazione del nome locale, che risalgono alla fine del X secolo, fornite dal Chronicon Casauriense. Infatti in due atti di vendita dell’anno 900 troviamo in pago teatense in locum qui locatur Salle, uocabulo de Caramanico, (...) in Caramanico, uocabulo de Salle e successivamente nei secoli XI e XII.

L’abitato di Salle Nuova si presenta con edifici civili, pubblici e monumenti in genere, costruiti dal Genio Civile su ordine del Governo Fascista. Degli stemmi situati sulle porte di alcune case di Salle testimoniano ancora oggi l’intervento operato nell’era fascista.

Al centro del paese troviamo il Municipio e la Chiesa San Salvatore, divisi da una splendida piazza lunga 68 m, mentre ad est troviamo l’ex scuola elementare.
L’attrattiva più importante del piccolo centro è rappresentata dal “Castello” circondato dai ruderi di Salle Vecchia, fra cui si aprono strade deserte e dal torrente del Rio Maggio che rendono l’ambiente circostante ancora più suggestivo. E’ costruito interamente in pietra della Majella, che ha assunto un caratteristico colore grigiastro a causa del tempo e degli agenti atmosferici e, oggi si presenta restaurato grazie ai lavori effettuati recentemente per volere di uno degli ultimi eredi della famiglia Di Genova da Salle.

Il castello è dotato di più ingressi. Vicino ad uno di essi si trova un’antica fontana con tre mascheroni, mentre poco più distante su di un portale sono raffigurate gli stemmi del casato baronale. Presenta una facciata con feritoie dalle quali spuntano fusti di cannoni, vari ingressi e gradinate. Fino al 1921, come testimonia una relazione del Genio Civile, il castello contava ben 43 vani mentre al giorno d’oggi, cadute le sopraelevazioni e diminuito consistentemente in numero delle stanze, resto solo il fabbricato al pianterreno che si estende dentro il muro di cinta per circa 110 metri.

La parte più antica della costruzione è comunque quella che sporge verso gli sconscedimenti della collina ove era posto il vecchio abitato di Salle. Una panoramica balconata corona le mura da dove è possibile godere una splendida vista della Valle dell’Orta, dell’Orfento, della Majella e del Monte Morrone. Il Castello è stato dichiarato monumento nazionale e accoglie un interessante Museo Civico.

Nel Museo è possibile ammirare le sale dei ricevimenti in stile gotico fedelmente ricostruite, e una delle camere da letto dove sembra abbia dormito anche Napoleone Bonaparte. Sono presenti inoltre collezioni, mobili, stoffe e tappezzerie in genere e oggetti di proprietà dei Di Genova, un’interessante quadreria che espone opere di artisti abruzzesi risalenti a varie epoche e la raccolta di armi e armature.

 


 

Usi, Costumi e Tradizioni

L’ulivo scoppiettante - 05 gennaio

Una tradizione popolare, ancora oggi praticata, legata ad un’usanza derivata da riti magico-pagani, era quella di bruciare, la sera prima dell’Epifania, sulla brace del focolare domestico, piccole fronde d’ulivo, pronunciando queste parole magiche: “Pasqua Epifania che viene una volta l’anno sappimi dire se sarò vivo l’anno prossimo”.

Se le fronde dell’ulivo infatti scoppiettavano nel bruciare, era buon segno; se invece le fronde non scoppiettavano, ma bruciavano lentamente in piccoli spirali di fumo, era segno negativo e triste.

Il falò di Sant’Antonio Abate - 16 gennaio

A Salle la devozione a Sant’ Antonio Abate, protettore degli animali, è molto sentita, infatti era usanza portare gli animali in piazza per ricevere la benedizione da parte del Parroco.
In suo onore, infatti, la sera del 16 gennaio, vigilia della festa del Santo, in una piazzetta del paese, viene acceso un falò, alimentato da una grande quantità di legna che nel pomeriggio i ragazzi raccolgono facendo il giro del paese.

E' tradizione, infatti, che ogni famiglia contribuisca con un po' della propria legna alla composizione della pira di Sant’ Antonio.
Ancora oggi i sallesi davanti al fuoco si radunano per scaldarsi e mangiare salsicce, patate e un buon bicchiere di vino, stando tutti insieme fino a tarda notte a chiacchierare e cantare.

Il Patrono

Il Beato Roberto nacque a Salle nel 1273.
Da adolescente scelse la via della vita monastica celestiniana alla scuola di Pietro da Morrone di cui divenne il discepolo più fedele.
Nel 1294, pur così giovane, fu successore del suo maestro quando questi fu eletto Papa con il nome di Celestino V.
Nel 1310 venne nominato Priore della Badia di Santo Spirito a Majella e cominciò così la sua attività pastorale.
Fondò molti monasteri, centri di preghiera e di penitenza, ma anche di carità e di aiuto ai poveri.
Nel 1331 si ritirò in solitudine nel lontano monastero di Morrone del Sannio (Cb) e ivi morì, dopo un lungo periodo di malattia, il 18 luglio 1341.
L'anno dopo l'urna contenente il suo corpo venne solennemente trasferita all'eremo di S. Onofrio in Sulmona.
Fu un cristiano pieno di fede, che seppe mirabilmente fondere preghiera,
penitenza e vita apostolica.

Nel 1807 dall'eremo di S. Onofrio in Sulmona i Suoi Resti mortali furono traslati nella Parrocchia di Salle, suo paese natale, dove da sempre sono oggetto di continua venerazione.
Anche se la Chiesa non ha ufficialmente proclamato la Sua santità, dalla Sua morte, anche per i molti miracoli operati da Dio per Sua intercessione, la devozione popolare dell'Abruzzo Lo venera e proclama Beato e Lo festeggia solennemente il 18 luglio.

I Palmenteri

La manifestazione folkloristica dei Palmenteri è un'antica tradizione che vuole che tutta la popolazione, con offerte e doni, concorra e partecipi alle spese per le onoranze al Beato Roberto, Protettore di Salle e discepolo di Celestino V.

La domenica prima del 18 luglio, nelle prime ore del pomeriggio, il Comitato Festa inizia il giro del paese preceduto da un gruppo di suonatori di tamburo e di acciarino (un triangolo metallico) che dà il segnale ai sallesi di uscire dalle loro case con i propri "Palmenteri", cioè con i doni ornati di fronde e fiori, e di unirsi al corteo dietro le ragazze del paese che sfilano vestite con i tradizionali costumi abruzzesi.

Finito il giro dell'intero paese, la lunga processione giunge nella piazza centrale. Qui i doni, dolci, pane casereccio, pizze, formaggi, porchette, vini, ma anche polli e conigli, vengono messi in mostra su un enorme stand in piazza e vengono venduti al miglior offerente.

Tutto il ricavato della vendita contribuisce a coprire le spese per i festeggiamenti in onore del Beato Roberto.

La festa del Beato Roberto, Patrono di Salle

La festa in onore del Beato Roberto, Protettore di Salle, ricadente nei giorni 17-18 luglio, è indubbiamente la ricorrenza più importante che si festeggia a Salle. E considerata l'appuntamento sacro e familiare di tutti i Sallesi, ovunque residenti. Infatti, quelli che possono, tornano da tutte le regioni d'Italia e dai paesi esteri nel paese natio per festeggiare il loro amatissimo Protettore.

Tutto il mese di luglio, prima e dopo il 18, viene trascorso in un clima festoso e numerosi sono gli eventi in suo onore: sagre, spettacoli musicali, serate di cabaret e molte altre manifestazioni.

La vigilia – 17 luglio

La sera del 17 luglio, vigilia della festa, si entra nel vivo delle celebrazioni religiose in onore del Beato Roberto. I sallesi si radunano in chiesa per assistere all'esposizione della statua del Beato Roberto e alla sua vestizione con paramenti ricamati in oro.

Il momento più solenne del rito religioso si verifica con la benedizione della statua e dei fedeli. La celebrazione si conclude con tutti i Sallesi che sfilano dinanzi al Beato per baciare la reliquia del Santo, un frammento di ossa del suo braccio. La sera, poi, i festeggiamenti proseguono con l'esibizione di un gruppo musicale che intrattiene gli spettatori fino a mezzanotte. Un suggestivo spettacolo di fuochi d'artificio chiude la serata.

La festa – 18 luglio

La grande festa di Salle tocca il proprio apice nella giornata del 18 luglio. In mattinata il Comitato Festa, insieme alla banda, si raduna all'ingresso del paese per accogliere una numerosa delegazione proveniente da Morrone del Sannio (paese in provincia di Campobasso dove il Beato Roberto morì il 18 luglio del 1341), paese gemellato con Salle, che arriva per festeggiare il Beato Roberto. Insieme ai Sallesi assistono alla messa solenne e alla processione per le strade del paese con la statua del Beato Roberto portata a spalla sia dai sallesi che dagli amici di Morrone del Sannio.

Nel pomeriggio si svolgono i festeggiamenti con uno spirito prettamente ricreativo in un clima di entusiasmo, spensieratezza e voglia di divertimento. Si passeggia lungo le strade fra le bancarelle e le giostre. La sera si assiste all'esibizione di un complesso bandistico di fama nazionale e agli "spari di mezzanotte".

Il sabato precedente all'ottava della festa, nel pomeriggio si svolgono i giochi popolari in piazza con spassosissime gare fra ragazzi, come la spaghettata, il tiro alla fune e la "pignata", e in serata la proiezione di un film in piazza.

Ottava della festa

La domenica successiva al 18 luglio vi è l'Ottava della festa, che chiude i lunghi festeggiamenti in onore del Beato Roberto.
Si celebra poi la Santa Messa per la riposizione della statua del Beato nella sua nicchia e tutta la popolazione viene ammessa nuovamente al bacio della sua reliquia.

La sera dell'ottava si assiste ad uno spettacolo musicale e come atto finale vi sono i fuochi pirotecnici dalla terrazza del municipio.

La festa di San Martino – ogni venerdì di novembre

A Salle, tutti i venerdì del mese di novembre, era ed è usanza cenare con la "pizza di San Martino", un dolce molto semplice al gusto di anice che, fin dai tempi antichi, veniva preparato per accompagnare l'assaggio del vino novello appena spillato dalle botti.

Questa tradizione è rimasta viva ancora oggi nella maggior parte delle famiglie sallesi che usano bere il nuovo vino dell'annata in compagnia di amici e parenti, mangiando la pizza, sia secondo la ricetta tradizionale con gli anici sia secondo quella "moderna" con il formaggio.

Da alcuni anni l'Associazione Culturale "Orizzonti O.N.L.U.S." ha rilanciato questa antica tradizione e puntualmente, il sabato sera che segue l’11 di novembre, organizza la "Festa di San Martino", un'occasione per stare insieme degustando le pizze preparate dalle gentili signore sallesi, il vino novello offerto dai viticoltori sallesi.

Al termine della festa viene indetta una gara per proclamare il vino più buono e premiare il vincitore con un gradito dono.

La benedizione dei terreni:

Usanza voleva, questo fino agli anni sessanta, che il Parroco nel giorno dell’Ascensione di Nostro Signore (in primavera) si recava nei campi per dare la benedizione ai terreni.

 


 

Attività Culturali

Biblioteca

La biblioteca Comunale di Salle è un punto di riferimento importante per la collettività Sallese. Offre la possibilità di fruire di un vasto e vario repertorio di opere di narrativa, di storia, di politica, di letteratura e di turismo.

Attualmente sono a disposizione degli utenti più di 4.000 volumi, tutti inventariati, classificati e catalogati.
L’afflusso degli utenti (in particolare studenti) ha registrato un graduale incremento negli ultimi anni e un positivo riscontro si è avuto anche dagli studenti dei paesi limitrofi.

Ludoteca

Centro gestito direttamente dall’Ambito Maiella e Morrone n° 35, svolge una importante funzione nel colmare un vuoto che si era creato nella vita sociale Sallese, per i ragazzi adolescenti. E’ aperta il pomeriggio ed è frequentata da ragazzi che dopo essere tornati da scuola, trovano nella ludoteca un luogo di ritrovo dove possono giocare, svolgere i compiti, socializzare ed essere seguiti da personale professionale.

Centro giovani “Ivano Colangelo”

Il Centro Giovani comunale “Ivano Colangelo”, nato con deliberazione di Consiglio Comunale n° 4 del 6 aprile 2006, vuole rappresentare un’importante punto di riferimento per l’intera popolazione del Comune di Salle: adolescenti, giovani, adulti.

Sono previsti attività, flessibili e ricche di opportunità, capace di rispondere alle esigenze delle diverse fasce d’età, condizioni socio culturale e capacità fisiche.
L’obiettivo generale è quello di facilitare lo svolgimento nella vita quotidiana delle attività ricreative, e in particolare creare uno spazio dove i giovani possono dispiegare le proprie potenzialità attraverso attività di relazione; suscitare opportunità per l’iniziativa, l’interazione, la creatività e la socializzazione; sviluppare le abitudini alla socializzazione e le tappe di formazione che tendono all’integrazione nella società e la possibile indipendenza personale, rispettando i principi di uguaglianza ed equità per una “migliore qualità della vita”.

Il Centro Giovani è al servizio della comunità e degli organismi sociali presenti, e con la possibilità di accogliere anche persone dei Comuni limitrofi.

Gemellaggio:

Morrone del Sannio (CB). Paesi legati dal Beato Roberto, nato a Salle e morto a Morrone del Sannio. Tutto iniziò quando una delegazione, con a capo dal Sindaco pro- tempore Roberto Pistola, si recò a Morrone del Sannio nell’autunno del 1956 ed incontrò il Comitato dei festeggiamenti (del 19 maggio) presieduto dal Signore Mastroandrea,e fu in quell’occasione che nacque il gemellaggio tra Salle e Morrone del Sannio.

Il Comitato festeggiamenti in onore del Beato Roberto organizzò, per il 19 maggio 1957, il primo gemellaggio a Morrone del Sannio, furono necessari due pullmans e ci fù un’accoglienza molto calorosa e fraterna cristianità, ritenendo un avvenimento voluto dallo stesso Beato Roberto, nonchè storico. Il 18 luglio

1957 si recò a Salle in pellegrinaggio la prima delegazione da Morrone del Sannio con due pullmans, accolti all’ingresso del paese da tutta la comunità sallese.
Dalle date storiche citate, si realizzò di fatto il gemellaggio Salle- Morrone del Sannio, senza mai interrompersi e che ancora oggi continua a unire questi due piccoli centri montani accumunati dalla figura del nostro grande Beato Roberto.

Reghin città rumena del nord della Romania, nato Delibera di Consiglio Comunale n° 11 del 28.04.2005.

I due paesi hanno in comune la loro appartenenza a territori montani e sono unite tra loro da molte peculiarità e similitudini.

Salle piccolo centro montano collocato all’interno del Parco Nazionale della Majella è divenuto famoso per la produzione di corde armoniche per strumenti a corda (chitarre, contrabbassi, violini, viole, violoncelli e liuti in genere) che esporta in Europa e in tutto il mondo.

Reghin centro montano (ricco di alberi e soprattutto dell’acero dei balcani) della zona della Transilvania, situato nella regione rumena del Mures, è divenuto famoso per la produzione di violini, violoncelli, contrabbassi e casse di legno armoniche, che necessitano di corde armoniche prodotte a Salle.

Orizzonti ONLUS

L'Associazione Culturale "Orizzonti O.N.L.U.S." è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale nata nel marzo 2001 con l’intento di riscoprire e far rivivere le tradizioni sallesi.
Tra le attività istituzionali previste dallo statuto dell’Associazione possiamo evidenziare:

• tutela, promozione e valorizzazione di tutti quegli aspetti di interesse artistico e storico (rievocazione della festa di Sant’Antono e di San Martino);

• promozione della cultura e dell’arte.

 


Natura e Territorio

La natura in questi luoghi si presenta ricca di biodiversità soprattutto per la notevole differenza d'altitudine che va dai 280 metri s.l.m., nell'alveo del fiume Orta, fino a 2061 metri sulla cima del monte Morrone. La natura selvaggia domina un paesaggio d'incomparabile bellezza. A valle, il fiume Orte ha inciso profondamente il paesaggio formando alte forre e canyon molto suggestivi.

Essendo in una posizione pedemontana, con i suoi 450 m. s.l.m., Salle possiede un ambiente con una varietà naturalistica molto interessante. La fauna è ricca di varie specie animali come lupi, cinghiali, daini e orsi. Anche la volpe, il tasso, la faina, la lepre, il riccio sono mammiferi facilmente visibili e, grazie ad alcune reintroduzioni volute dal Parco, non è raro vedere qualche esemplare di cervo e capriolo. Inoltre, è possibile osservare stupendi esemplari di aquila reale planare sulle cime del monte.

Tra gli uccelli i passeriformi sono i più numerosi: d'estate ritorna il balestruccio, una piccola rondine che arriva dall'Africa fin qui per nidificare; cardellini, passeri, merli, cince di diverse specie, codirossi, verdoni e molti altri rallegrano con il loro canto il piccolo paesello.

Sono presenti anche i rapaci, tra cui la poiana, il falco pellegrino, il gheppio, il nibbio. Lo sparviero, l'astore e altri ancora volano nell'immenso cielo azzurro pronti a ghermire le piccole prede che trovano sul loro cammino.

Della famiglia dei corvidi si osserva spesso la gazza, la cornacchia grigia, la cornacchia nera e la taccola, frequente sulle ripe del fiume Orta.
Più a monte, tra le chiome degli alberi, si muovono silenziosi alcuni animaletti, fra i quali il timido scoiattolo, la ghiandaia, lo scricciolo e il pettirosso.

Incamminandosi verso la montagna si può udire il canto del cuculo che svolazza da un bosco ad un altro, la pernice e il fagiano.
Anche l'ambiente acquatico è molto variegato: sono presenti le trote, i barbi e i cavedani.

Per gli escursionisti, infine, dobbiamo ricordare la presenza della vipera, e in particolar modo di due specie: la vipera comune e la vipera dell'Orsini, più piccola e meno pericolosa della precedente. Esse strisciano silenziose tra le pietraie e ai margini del bosco in cerca di topolini e arvicole.

La vegetazione presente a Salle e nelle zone limitrofe al paese rispecchia quelle caratteristiche di ricchezza e diversità riscontrabili nel territorio majellese.
Partendo dalle quote più basse si ricorda il leccio, presente soprattutto sulle ripe del fiume Orta, la ginestra, la roverella e il pungitopo.

Salendo di altitudine troviamo pioppi, salici, roveri, biancospini e quercie. Man mano che si sale verso la montagna si può incontrare qualche esemplare di castagno, di olmo montano e di faggio, che con l'accentuarsi di un clima più fresco, diventa la specie dominante accompagnato dal pino e dall'abete.

In alta quota, dove le condizioni climatiche si fanno più avverse e costrittive, trovano un ambiente favorevole i ginepri, soprattutto quello nano con la tipica forma appiattita al suolo, il verbasco, la silene e molte altre specie.

Tutta la montagna è ricca, inoltre, di una notevole varietà di specie ad alto valore officinale come la genziana, la digitale, la belladonna, lo spinacio selvatico, il timo e la valeriana.
Inoltrandosi tra le folte faggete frammiste ad aceri, frassini, sorbi e querce si può osservare un sottobosco ricco di lamponi, more e fragole di bosco.

Nei dintorni del piccolo paese si trovano sia le comuni piante da frutto, come il ciliegio, il pesco, il fico, il melograno e il noce, sia quelle spontanee come la robinia, l'ailanto e il siliquastro.
Vi sono numerosi percorsi naturalistici attraverso i quali è possibile visitare luoghi caratteristici e di grande suggestione come il Rifugio dello "Jaccio Grande" a quota 1600 m., la "Grotta dei Briganti", la sorgente "Fonte Fredda" e il torrente "Rio Maggio".

Oltre alle escursioni in montagna si possono effettuare escursioni lungo il corso del canyon carsico del fiume Orta, che per alcuni tratti può essere percorso anche con le canoe.

Nelle vicinanze, inoltre, si possono visitare:

- Abbazia di San Clemente a Casauria a Castiglione a Casauria;
- Museo etnografico a Roccacaramanico a Sant’ Eufemia a Maiella; - Giardino Botanico “Daniela Brescia”a Sant’Eufemia a Maiella;
- Casa di Dante a Torre de' Passeri;
- Casa Michetti a Tocco da Casauria;
- Chiesa romanica a San Tommaso (frazione di Caramanico Terme); - S.S. Crocifisso miracoloso a Musellaro (frazione di Bolognano);
- Valle dell'Orta a Bolognano;
- Valle dell'Orfento a Caramanico Terme;
- Museo naturalistico "Paolo Barasso" a Caramanico Terme.

RICETTIVITA'

Creata sfruttando una legge regionale che consente di creare in un’unica struttura più attività. Possiamo trovare rivendita di generi alimentari e non, rivendita giornali e riviste, servizio di informazione turistica, noleggio bici, servizio telefax, fotocopie, punto internet, biglietti trasporto pubblico, e n° 20 posti letto.

ARTIGIANATO

Salle è famosa per la produzione di corde armoniche ottenute dalla lavorazione di budella animali. Non è possibile stabilire come e quando tale lavorazione sia cominciata. Ma certamente possiamo affermare che si tratta di un'attività artigianale molto antica.

Grazie a questo mestiere insolito, per quattro secoli gli abitanti di Salle hanno prosperato e sono stati per molto tempo i detentori unici di questa specialità.
Inizialmente i Sallesi, dediti alla pastorizia, operavano quasi esclusivamente sulle budella degli ovini per l'abbondanza della materia prima. Solo in un secondo momento vennero usate anche budella bovine.

In passato la lavorazione artigianale delle corde armoniche era a conduzione familiare, fatta a mano nella "bottega" di famiglia dove, tutti i componenti del nucleo familiare, lavoravano le corde e ogni membro della famiglia si specializzava in una delle tante Fasi di lavorazione, quali la raschiatura, la spaccatura, la torcitura, la raffinatura e la levigatura.

Quando, però, l'attività pastorale iniziò a decadere e quindi la materia prima cominciò a scarseggiare, molti cordai furono costretti ad emigrare in zone dove vi era più abbondanza di animali e una maggiore possibilità di sviluppo della loro attività.

Sorsero quindi botteghe a Napoli, a Civitavecchia e a Genova: posti in cui era più facile rifornirsi di materia prima.
Questa emigrazione s'incrementò ulteriormente nei primi decenni del 1900 quando la crisi del settore divenne più profonda: molti "cordari" sallesi si spostarono a Roma, a Firenze e persino in Francia.

Nel periodo fra le due Guerre Mondiali, le industrie cordaie si convertirono a lavorazioni più redditizie. Al prodotto originario delle corde armoniche, aggiunsero altri prodotti come le corde da tennis e soprattutto il "catgut", i fili di suture ad uso chirurgico.

Un periodo florido per la lavorazione del catgut fu durante la II Guerra Mondiale quando i Tedeschi, nel periodo dell'occupazione di Salle (novembre 1943/giugno 1944), imposero l'aumento della produzione del catgut.

Negli anni '50/'60, per assecondare le richieste di un crescente mercato musicale, molte industrie cordaie Sallesi tornarono alla produzione di corde musicali, impiegando, oltre al budello animale, anche altri materiali come l'acciao e il nylon. Inoltre, l'uso e la diffusione dei macchinari industriali incrementò notevolmente la produzione delle corde armoniche.

Fonte di crescita economica e culturale per Salle, la tradizione delle corde armoniche, abbandonata per decenni, oggi è tornata a vivere grazie soprattutto a coraggiosi eredi dell'antica arte, che con la loro maestria fanno conoscere il nome di Salle in tutto il mondo.

Le due famiglie che si dedicano ancora appassionatamente alla lavorazione delle budella sono: la Famiglia Toro e la Famiglia D’Orazio, la prima specializzata nella produzione di corde per strumenti di musica antica e barocca; la seconda specializzata nella produzione di corde per strumenti acustici, elettrici e classici.

Tra i maestri che sono riusciti ad affermarsi in campo internazionale nella produzione delle corde armoniche ricordiamo Roberto D’Addario, il più grande produttore di corde musicali negli Stati Uniti d’America.

Eurostylgut s.n.c. dei F.lli Toro

C.da Conicella, sn

D’Orazio Corde Armoniche s.r.l

Via dell’Impero, 1

Eurocord

Via Roma, sn

 

Personaggi e Curiosità

Salle ha dato i natali al Beato Roberto, discepolo più fedele di Pietro da Morrone; nel 1294 ad appena 21 anni divenne il successore del suo maestro quando questi fu eletto Papa con il nome di Celestino V.

Per questo motivo in ogni famiglia di Salle e anche in quelle degli emigranti sallesi c’è una persona con il nome “Roberto”.




COMMERCIO

Bar alimentari tabacchi Di Monte Nicola

Via San Nicola, 3

Bar "Ru Carvunar" di Giovanni Raviele

Piazza Marconi,sn

Alimentari “La Putoc” di Daniela Salerni

Via dell’Impero



Prodotti tipici

I prodotti tipici del nostro paese sono principalmente formaggio, ricotta e miele

  • D’Addario Gabriella (formaggio e ricotta) in Salle Vecchia;

  • Di Bartolomeo Roberto (miele) Via Macallè, 6 in Salle Nuova.

I piatti tipici della gastronomia sallese sono:

Primi Piatti:

- Maccheroni alla chitarra;
- Sagne e fagioli;
- Ravioli ripieni di ricotta;
- "Plancozze" (rombi di pasta all'uovo); - Polenta.

Secondi Piatti
- Agnello arrosto;
- Salsicce di maiale.

Dolci
- Pizzelle (ferratelle);
- Tarallo;
- Cicerchiata;
- Calcionetti ( tipici del periodo natalizio);
- Pizza di San Martino;
- Pizza di Santa Maria;
- Fiadoni e "fraungelle";
- Pupe e Cavallucci (tipici del periodo pasquale)



 

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