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Museo delle Corde Armoniche

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Museo delle Corde Armoniche:

Salle è famosa da sempre per la produzione di Corde armoniche, che esporta in tutto il mondo. Gli studi condotti dal Prof. Gianfranco Miscia, ricercatore presso l’istituto nazionale per lo Sviluppo Musicale nel Mezzogiorno, attestanto inequivocabilmente lo spessore storico della tradizione cordara Sallese. Sin dall’inizio dell’età moderna, le famiglie cordare Sallesi hanno lavorato con mirabile maestria il budello animale al fine di ottenere le più diverse tipologie di corde armoniche. Nel Seicento, ad esempio, le note di quell’atmosfera culturale che siano soliti chiamare Barocco, in molti e prestigiosi casi, sono state suonate proprio sfiorando le corde Sallesi. Non dobbiamo, quindi, stupirci se i più grandi interpreti della recente “riscoperta” della musica barocca si siano rivolti ad una impresa Gallese, la Toro Strings, per ottenere l’anello mancante della loro impresa filologica. I fratelli Toro,, infatti, dopo una faticosa e certosina sperimentazione sono gli unici ad essere riusciti,basandosi proprio sugli appunti dei loro antenati, a riprodurre la fisionomia, il calibro, la resistenza,le sonorità e la levigatezza delle corde armoniche. Nel corso dei secoli, i successi ottenuti e le necessità materiali dovute all’espansione della produzione, hanno spinto i cordari ad aprire bottega fuori da Salle, in Italia e nel mondo. Questa migrazione artigianale è all’origine del successo planetario delle nostre corde. Si pensi che, ancora oggi, l’industria leader mondiale del settore è la D’Addario Strings, fondata dal Sallese Donato D’Addario nel XVII secolo e oggi gestita dai suoi eredi negli Stati Uniti D’America. Un’affermazione talmente dirompente che ha autorizzato qualcuno a definire i Sallesi come gli “inventori delle corde armoniche” e, altri, ad ambientare tale invenzione nella notte dei tempi della mitologia. Del resto, le nostre imprese hanno ricevuto numerosi riconoscimenti sia in Italia sia all’estero. La famiglia D’Orazio, ad esempio, custodisce gelosamente in una bacheca le onorificenze ricevute dalle Fabbriche riunite Corde armoniche: Gran Diploma e Croce d’onore al merito (Palermo 1909), Gran Prix e Medaglia d’Oro (Londra 1910), Gran prix e medaglia d’oro (Parigi 1911). Questi prestigiosi premi testimoniano la vitalità dei cordari Sallesi agli inizi di un secolo, il Novecento, in cui l’intero comparto ha subito una riorganizzazione all’insegna della diversificazione produttiva. Alla fabbricazione delle corde armoniche, si è affiancata la produzione dei fili per la sutura chirurgica (soprattutto dopo lo scoppio della Prima Guerra mondiale), delle corde da tennis e delle budella per gli insaccati. Non solo. Nella seconda metà del secolo, un altro straordinario cordaro Sallese, Giulio D’Addario, ha inventato una macchina semi-automatica per la produzione in serie di corde musicali da montare su strumenti giocattolo: una sorta di “rivoluzione industriale”, un segno del genio artigiano Gallese. Un genio che, del resto, non era mai mancato. I cordari di Salle, infatti, oltre ad avere una sorta di monopolio nell’ambito produttivo, hanno offerto anche un contributo decisivo alla riflessione teorica e all’evoluzione delle tecniche di realizzazione. Solo per fare un esempio, possiamo citare i numerosi brevetti ideati da Roberto Salerni. E’ pensando a questa storia e a questi grandi uomini, ai loro operai che tanto hanno faticato lavorando spesso in condizioni disagiate, che l’Amministrazione comunale ha ideato un grande progetto culturale, di cui il Festival della Musica rappresenta il primo importante risultato.

 

 

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