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USI; COSTUMI; TRADIZIONI; FOLKLORE; ANEDDOTI E LEGGENDE

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USI, COSTUMI, TRADIZIONI, FOLKLORE, ANEDDOTI E LEGGENDE

L’ulivo scoppiettante - 05 gennaio

Una tradizione popolare, ancora oggi praticata, legata ad un’usanza derivata da riti magico-pagani, era quella di bruciare, la sera prima dell’Epifania, sulla brace del focolare domestico, piccole fronde d’ulivo, pronunciando queste parole magiche: “Pasqua Epifania che viene una volta l’anno sappimi dire se sarò vivo l’anno prossimo”. Se le fronde dell’ulivo infatti scoppiettavano nel bruciare, era buon segno; se invece le fronde non scoppiettavano, ma bruciavano lentamente in piccoli spirali di fumo, era segno negativo e triste.

Il falò di Sant’Antonio Abate - 16 gennaio

A Salle la devozione a Sant’ Antonio Abate, protettore degli animali, è molto sentita, infatti era usanza portare gli animali in piazza per ricevere la benedizione da parte del Parroco. In suo onore, infatti, la sera del 16 gennaio, vigilia della festa del Santo, in una piazzetta del paese, viene acceso un falò, alimentato da una grande quantità di legna che nel pomeriggio i ragazzi raccolgono facendo il giro del paese. E' tradizione, infatti, che ogni famiglia contribuisca con un po' della propria legna alla composizione della pira di Sant’ Antonio. Ancora oggi i sallesi davanti al fuoco si radunano per scaldarsi e mangiare salsicce, patate e un buon bicchiere di vino, stando tutti insieme fino a tarda notte a chiacchierare e cantare.

Il Patrono

Il Beato Roberto nacque a Salle nel 1273. Da adolescente scelse la via della vita monastica celestiniana alla scuola di Pietro da Morrone di cui divenne il discepolo più fedele. Nel 1294, pur così giovane, fu successore del suo maestro quando questi fu eletto Papa con il nome di Celestino V. Nel 1310 venne nominato Priore della Badia di Santo Spirito a Majella e cominciò così la sua attività pastorale. Fondò molti monasteri, centri di preghiera e di penitenza, ma anche di carità e di aiuto ai poveri. Nel 1331 si ritirò in solitudine nel lontano monastero di Morrone del Sannio (Cb) e ivi morì, dopo un lungo periodo di malattia, il 18 luglio 1341. L'anno dopo l'urna contenente il suo corpo venne solennemente trasferita all'eremo di S. Onofrio in Sulmona. Fu un cristiano pieno di fede, che seppe mirabilmente fondere preghiera, penitenza e vita apostolica. Nel 1807 dall'eremo di S. Onofrio in Sulmona i Suoi Resti mortali furono traslati nella Parrocchia di Salle, suo paese natale, dove da sempre sono oggetto di continua venerazione. Anche se la Chiesa non ha ufficialmente proclamato la Sua santità, dalla Sua morte, anche per i molti miracoli operati da Dio per Sua intercessione, la devozione popolare dell'Abruzzo Lo venera e proclama Beato e Lo festeggia solennemente il 18 luglio.

I Palmenteri

La manifestazione folkloristica dei Palmenteri è un'antica tradizione che vuole che tutta la popolazione, con offerte e doni, concorra e partecipi alle spese per le onoranze al Beato Roberto, Protettore di Salle e discepolo di Celestino V. La domenica prima del 18 luglio, nelle prime ore del pomeriggio, il Comitato Festa inizia il giro del paese preceduto da un gruppo di suonatori di tamburo e di acciarino (un triangolo metallico) che dà il segnale ai sallesi di uscire dalle loro case con i propri "Palmenteri", cioè con i doni ornati di fronde e fiori, e di unirsi al corteo dietro le ragazze del paese che sfilano vestite con i tradizionali costumi abruzzesi. Finito il giro dell'intero paese, la lunga processione giunge nella piazza centrale. Qui i doni, dolci, pane casereccio, pizze, formaggi, porchette, vini, ma anche polli e conigli, vengono messi in mostra su un enorme stand in piazza e vengono venduti al miglior offerente. Tutto il ricavato della vendita contribuisce a coprire le spese per i festeggiamenti in onore del Beato Roberto.

La festa del Beato Roberto, Patrono di Salle

La festa in onore del Beato Roberto, Protettore di Salle, ricadente nei giorni 17-18 luglio, è indubbiamente la ricorrenza più importante che si festeggia a Salle. E considerata l'appuntamento sacro e familiare di tutti i Sallesi, ovunque residenti. Infatti, quelli che possono, tornano da tutte le regioni d'Italia e dai paesi esteri nel paese natio per festeggiare il loro amatissimo Protettore. Tutto il mese di luglio, prima e dopo il 18, viene trascorso in un clima festoso e numerosi sono gli eventi in suo onore: sagre, spettacoli musicali, serate di cabaret e molte altre manifestazioni. La vigilia – 17 luglio La sera del 17 luglio, vigilia della festa, si entra nel vivo delle celebrazioni religiose in onore del Beato Roberto. I sallesi si radunano in chiesa per assistere all'esposizione della statua del Beato Roberto e alla sua vestizione con paramenti ricamati in oro. Il momento più solenne del rito religioso si verifica con la benedizione della statua e dei fedeli. La celebrazione si conclude con tutti i Sallesi che sfilano dinanzi al Beato per baciare la reliquia del Santo, un frammento di ossa del suo braccio. La sera, poi, i festeggiamenti proseguono con l'esibizione di un gruppo musicale che intrattiene gli spettatori fino a mezzanotte. Un suggestivo spettacolo di fuochi d'artificio chiude la serata.

La festa – 18 luglio

La grande festa di Salle tocca il proprio apice nella giornata del 18 luglio. In mattinata il Comitato Festa, insieme alla banda, si raduna all'ingresso del paese per accogliere una numerosa delegazione proveniente da Morrone del Sannio (paese in provincia di Campobasso dove il Beato Roberto morì il 18 luglio del 1341), paese gemellato con Salle, che arriva per festeggiare il Beato Roberto. Insieme ai Sallesi assistono alla messa solenne e alla processione per le strade del paese con la statua del Beato Roberto portata a spalla sia dai sallesi che dagli amici di Morrone del Sannio. Nel pomeriggio si svolgono i festeggiamenti con uno spirito prettamente ricreativo in un clima di entusiasmo, spensieratezza e voglia di divertimento. Si passeggia lungo le strade fra le bancarelle e le giostre. La sera si assiste all'esibizione di un complesso bandistico di fama nazionale e agli "spari di mezzanotte". Il sabato precedente all'ottava della festa, nel pomeriggio si svolgono i giochi popolari in piazza con spassosissime gare fra ragazzi, come la spaghettata, il tiro alla fune e la "pignata", e in serata la proiezione di un film in piazza.

Ottava della festa

La domenica successiva al 18 luglio vi è l'Ottava della festa, che chiude i lunghi festeggiamenti in onore del Beato Roberto. Si celebra poi la Santa Messa per la riposizione della statua del Beato nella sua nicchia e tutta la popolazione viene ammessa nuovamente al bacio della sua reliquia. La sera dell'ottava si assiste ad uno spettacolo musicale e come atto finale vi sono i fuochi pirotecnici dalla terrazza del municipio.

La festa di San Martino – ogni venerdì di novembre

A Salle, tutti i venerdì del mese di novembre, era ed è usanza cenare con la "pizza di San Martino", un dolce molto semplice al gusto di anice che, fin dai tempi antichi, veniva preparato per accompagnare l'assaggio del vino novello appena spillato dalle botti. Questa tradizione è rimasta viva ancora oggi nella maggior parte delle famiglie sallesi che usano bere il nuovo vino dell'annata in compagnia di amici e parenti, mangiando la pizza, sia secondo la ricetta tradizionale con gli anici sia secondo quella "moderna" con il formaggio. Da alcuni anni l'Associazione Culturale "Orizzonti O.N.L.U.S." ha rilanciato questa antica tradizione e puntualmente, il sabato sera che segue l’11 di novembre, organizza la "Festa di San Martino", un'occasione per stare insieme degustando le pizze preparate dalle gentili signore sallesi, il vino novello offerto dai viticoltori sallesi. Al termine della festa viene indetta una gara per proclamare il vino più buono e premiare il vincitore con un gradito dono.

La benedizione dei terreni:

Usanza voleva, questo fino agli anni sessanta, che il Parroco nel giorno dell’Ascensione di Nostro Signore (in primavera) si recava nei campi per dare la benedizione ai terreni.

 

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