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Emergenza Covid-19: ORDINANZA SINDACALE n.05 del 23 marzo 2020

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ORDINANZA SINDACALE n.05 del 23 marzo 2020

 

Oggetto: Emergenza 'CORONAVIRUS'. MISURE PER IL CONTENIMENTO E LA GESTIONE DELL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19.

Ulteriori Misure urgenti per la prevenzione del rischio da contagio a seguito dell’Ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo 2020, dell'Ordinanza del Ministro dell'interno e del Ministro della salute del 22 marzo 2020 e del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020.

 

IL SINDACO

 

VISTA la Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

 

VISTO il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 febbraio 2020, n. 45, che, tra l'altro, dispone che Nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1, nei casi di estrema necessità ed urgenza le misure di cui agli articoli 1 e 2 possono essere adottate ai sensi dell'articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dell'articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dell'articolo 50 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

 

VISTO il decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, recante Misure urgenti misure di sostegno per le famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID2019;

 

VISTI:

il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020, recante Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25 febbraio 2020;

il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, recante Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020;

il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020;

il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, recante Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'8 marzo 2020;

il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020, recante Nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 62 del 9 marzo 2020;

il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, recante Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 11 marzo 2020;

l'Ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 recante "ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 20 marzo 2020;

l'Ordinanza del Ministro dell'interno e del Ministro della salute del 22 marzo 2020 recante "ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale";

il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020;

 

VISTE:

l'Ordinanza n° 1 del 26 febbraio 2020 del Presidente della Giunta Regionale d'Abruzzo avente ad oggetto Ulteriori misure per la prevenzione, e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell'art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica;

l'Ordinanza n° 2 del 8 marzo 2020 del Presidente della Giunta Regionale D'Abruzzo avente ad oggetto Misure per il contrasto e il contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell'art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica;

l'Ordinanza n° 10 del 18 marzo 2020 del Presidente della Giunta Regionale D'Abruzzo avente ad oggetto Misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 individuazione comuni “zona rossa”;

la precedente Ordinanza Sindacale n° 4 del 20 marzo 2020 avente ad oggetto "Emergenza ‘CORONAVIRUS’. Misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ulteriori misure urgenti per la prevenzione del rischio da contagio";

 

CONSIDERATO che il D.P.C.M. del 9 marzo 2020 estende le misure previste dall’art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 a tutto il territorio e che il D.P.C.M. del 22 marzo 2020 le amplifica; tra le regole imposte per scongiurare la diffusione dell’epidemia si prevede:

a) di evitare ogni spostamento all'interno del territorio, salvo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute;

b) il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico;

c) di ridurre le occasioni di possibile contagio non dovute a specifiche situazioni o a un effettivo stato di necessità;

 

CONSIDERATO, altresì, che la richiamata Ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo 2020 all’articolo 1 (Ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale) recita:

«Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull'intero territorio nazionale, le ulteriori seguenti misure:

a) è vietato l'accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici;

b) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona;

c) sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all'interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;

 

CONSIDERATO che:

l’inosservanza delle richiamate misure da parte da parte di alcuni soggetti vanifica il contenuto delle disposizioni governative volte a contrastare il contagio del COVID-19;

risulta dunque necessario assumere iniziative ancora più stringenti atte a dissuadere i cittadini a tenere comportamenti potenzialmente contrari al contenimento del contagio;

 

PRESO ATTO del progressivo aumento del numero di contagiati da CODIV-19 nella Regione Abruzzo che, a causa dell’aumento dei casi sul territorio regionale, ha modificato la modalità di comunicazione degli stessi con la conseguenza che, allo stato, il sindaco non si trova più neanche nella possibilità di conoscere se e quanti casi vi siano sul territorio del proprio comune con ciò rendendosi necessario l’innalzamento del livello di attenzione e di controllo rispetto alle misure adottate per la interruzione della catena dei contagi;

 

DATO ATTO che, al fine di limitare il diffondersi dell’epidemia all’interno del territorio comunale, è necessario porre in essere misure idonee e proporzionate all'evolversi della situazione, che consentano di limitare il pregiudizio per la collettività, nel rispetto del limite posto dall’art. 35, del d.l. 2 marzo 2020, n. 9;

 

RITENUTO, quindi, per ragioni di salvaguardia della salute pubblica e per il contenimento della diffusione del “COVID-19”, sino al giorno 3 aprile 2020, di dover stabilire misure finalizzate a limitare le occasioni di assembramento e i contatti ravvicinati tra persone in attuazione di quanto stabilito dai DPCM prima richiamati;

 

CONSIDERATA la situazione di emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità;

 

VISTO l’art. 50, comma 5, del Testo Unico delle Leggi sull’ordinamento degli Enti Locali, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, che stabilisce le attribuzioni del Sindaco, in qualità di Autorità Sanitaria locale, per l’emanazione di provvedimenti contingibili ed urgenti;

 

VISTO l’articolo 54 del Testo Unico delle Leggi sull’ordinamento degli Enti Locali, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 in materia di attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale;

 

CONSIDERATO, a tale proposito, che il bene tutelato da tale norma è l’incolumità pubblica da intendersi, ai sensi del comma 4-bis della stessa norma, anche quale integrità fisica della popolazione e che tale integrità va tutelata e protetta attraverso l’adozione di ogni misura che, secondo le indicazioni fornite dalle Autorità di Governo, mirano a limitare i contatti sociali anche secondo un principio generale di prevenzione e precauzione e, quindi, ad evitare il contagio con le conseguenze dannose dello stesso;

 

VISTO l’articolo 12 del Codice della Protezione Civile (D.Lgs. 2.1.2018, n. 1) in materia di Funzioni dei Comuni ed esercizio della funzione associata nell'ambito del Servizio nazionale della protezione civile

 

RITENUTO di dover adottare ogni misura a tutela della popolazione del proprio comune e al fine di dare attuazione alle disposizioni di cui al DPCM 8.3.2020 già richiamato con particolare riguardo all’articolo 1 in materia di divieto di spostamenti, esteso all’intero territorio nazionale con DPCM 9.3.2020, pure richiamato;

 

RITENUTO, quindi, che gravano sul sindaco gli obblighi e le responsabilità derivanti da suo ruolo di autorità sanitaria, di autorità di protezione civile e con attribuzioni anche di funzioni di competenza statale e che, quindi, non debbono fare carico allo stesso eventuali addebiti di responsabilità di tipo omissivo per non avere, per quanto di ragione e nell’interesse della collettività del proprio comune, contribuito ad impedire il verificarsi di eventi pericolosi o dannosi a carico della popolazione residente;

 

CONSIDERATO, altresì, che, allo stato, deve ritenersi sussistere un limite anche oggettivo alla conoscenza del fenomeno non avendo evidenze chiare ed esplicite dei fatti e dei problemi in atto sicchè, nello spirito degli atti normativi adottati, non può precludersi al sindaco il diritto-dovere di intervenire con provvedimenti che costituiscano completamento e attuazione delle disposizioni adottate da altre Autorità e che proprio ai comuni è chiesto di attuare come dimostrano anche le comunicazioni che l’Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura doverosamente trasmette ai comuni della Provincia;

 

VISTI, pertanto, anche gli articolo 40, comma 2, Codice Penale secondo il quale non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo e le norme relative alle responsabilità anche penali derivanti da comportamenti colposi o omissivi;

 

A parziale modifica e integrazione della propria precedente Ordinanza Sindacale n° 4 del 20 marzo 2020 avente ad oggetto "Emergenza ‘CORONAVIRUS’. Misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ulteriori misure urgenti per la prevenzione del rischio da contagio";

 

ORDINA

 

Al fine di evitare il rischio di diffusione del COVID-19, con effetto immediato fino al 3 aprile 2020 e comunque progabili per tutta la durata della emergenza epidemiologica, in relazione a quanto previsto nella normativa di cui alla premessa:

1) il DIVIETO DI ACCESSO, fino alla cessazione della emergenza epidemiologica, a tutti i parchi pubblici o aperti al pubblico, alle ville, alle aree gioco, ai giardini pubblici o ad altre aree che possano comunque attrarre la presenza di più persone contemporaneamente, confermando la loro cHIUSURA al pubblico unitamente alle seguenti strutture comunali: Campo Sportivo Comunale di Via Provinciale S.P. n.66; Museo Comunale della Tradizione Cordara di Via Provinciale S.P. n.66; Sala Polivalente Centro Giovani “Ivano Colangelo” di Via Baroni di Genova; Struttura ex Scuola Materna di Via Circonvallazione;

2) la cHIUSURA al pubblico, fino alla cessazione della emergenza epidemiologica, del già chiuso (O.S. n.4 del 20.03.2020) Cimitero Comunale; l’eventuale accesso è consentito solo per le indifferibili esigenze legate alle operazioni cimiteriali per tumulazioni, inumazioni, estumulazioni, riesumazioni nonché per le attività necroscopico-cimiteriali relative e per le attività di pulizia e manutenzione; l’accesso dei parenti e dei congiunti entro il II grado è consentito solo contestualmente alle suddette operazioni unitamente al personale dei servizi funebri e dei ministri di culto, comunque rispettando le disposizioni vigenti atte a ridurre il contagio;

3) la stretta OSSERVANZA delle recenti disposizioni di legge introdotte al DPCM 22 marzo 2020 di seguito testualmente riportate:

a) sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell'allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto. Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all'articolo 1, punto 7, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020. Per le pubbliche amministrazioni resta fermo quanto previsto dall'articolo 87 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18. Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 e dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020;

b) è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza (come l’approvvigionamento di beni di prima necessità non reperibili in ambito comunale) ovvero per motivi di salute; conseguentemente all'articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020. Non è più consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;

c) le attività produttive che sarebbero sospese ai sensi della lettera a) possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;

d) restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all'allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e), previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l'attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all'adozione dei provvedimenti di sospensione dell'attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa;

e) sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146. Resta tuttavia ferma la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l'istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti;

f) è sempre consentita l'attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l'emergenza;

g) sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l'attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all'adozione dei provvedimenti di sospensione dell'attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della dichiarazione resa. In ogni caso, non è soggetta a comunicazione l'attività dei predetti impianti finalizzata a garantire l'erogazione di un servizio pubblico essenziale;

h) sono consentite le attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.

4) l’OBBLIGO di limitare i propri spostamenti esclusivamente alle strette necessità di lavoro, personali o di salute definite dalla citata normativa nazionale e di autocertificare tali necessità nelle forme dalla stessa prescritte, per l’eventuale verifica da parte delle competenti Autorità;

5) l’OBBLIGO, nell’accedere agli esercizi aperti al pubblico per approvvigionarsi del necessario, di limitare l’accesso all’interno dei locali ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone;

6) il DIVIETO di svolgere attività motorie o sportive all’aperto, nonché di effettuare passeggiate a piedi o in bicicletta, o comunque di circolare a piedi o con velocipedi ovvero sostare o intrattenersi all’aperto se non per le motivazioni di cui all’art. 1 del DPCM 8.3.2020 in premessa richiamate, con la precisazione che tra le situazioni di necessità rientra l’approvvigionamento alimentare e quello relativo ad altri beni di primaria necessità presso gli esercizi commerciali;

7) il DIVIETO, nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, di ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza;

8) è CONSENTITO attendere alle esigenze primarie degli animali d’affezione per il tempo strettamente necessario e comunque in aree contigue ai propri edifici di residenza, domicilio o dimora ovvero nel raggio di 200 metri;

 

9) fatta eccezione delle attività del dispensario farmaceutico, fino al 3 aprile 2020, lo svolgimento delle attività commerciali previste all’allegato 1, del D.P.C.M. 11 marzo 2020, è consentito, fatto salvo il rispetto delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di settore, tutti i giorni tra le ore 07:00 e le ore 21:00; i titolari e/o gestori delle attività di cui al punto 4, al fine di evitare assembramenti di persone, devono organizzare l’accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate. All’interno dei locali aperti al pubblico deve essere rispettata la distanza di almeno un metro tra gli avventori;

 

AVVERTE

 

Che la cittadinanza è sempre tenuta a rispettare il principio secondo il quale negli spostamenti deve essere percorso il tragitto più breve per raggiungere il luogo di destinazione;

 

Che le violazioni alle suddette disposizioni sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 25,00 a euro 500,00, fatte salve le sanzioni per ulteriori illeciti;

 

INFORMA

 

che avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, sezione di Pescara, ai sensi del Decreto Legislativo 02/07/2010, n. 104, previa notifica a questa Amministrazione, entro 60 giorni dalla conoscenza dello stesso provvedimento, oppure il ricorso straordinario al Capo dello Stato ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 24/11/1971, n. 1199, entro 120 giorni dalla stessa data.

 

Alle Forze dell’Ordine è demandata l’esecuzione del presente provvedimento.

 

L’inottemperanza alla presente ordinanza costituisce reato punito ai sensi dell’art. 650 del codice penale.

 

DISPONE

 

La pubblicazione della presente ordinanza all’albo pretorio on-line e sul sito istituzionale del Comune di Salle.

La trasmissione di copia a: Regione Abruzzo; Prefetto della Provincia di Pescara; Questura di Pescara; Comando Stazione Carabinieri di Caramanico Terme.

Dalla Casa Comunale, lì 23 marzo 2020

Il sindaco

Davide Morante

 

In allegato:

  • copia ordinanza con DPCM 22 marzo 2020
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